Ivan Glazunov: salvare e proteggere

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Dal 3 giugno al 30 agosto 2010

Regione di Vòlogda 

 

 

Nell’ambito del programma di sostegno allo sviluppo delle tendenze più dinamiche dell’arte figurativa russa, denominato “Classici contemporanei”, la Galleria d’arte della regione di Vòlogda presenta un nuovo, importante progetto espositivo: “Salva e proteggi”. Per tutta l’estate, presso la Sala centrale per le esposizioni in piazza del Cremlino, verranno esposti in mostra quadri, opere di arte sacra contemporanea e la collezione di arte popolare di Ivàn Glazunòv, accademico dell’Accademia di Belle Arti e professore dell’Accademia di Pittura, Scultura e Architettura.

Ivàn Glazunòv ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte da allievo e continuatore delle idee creative del padre, Il’jà Sergèevič Glazunòv; ma oggi è un pittore dal tratto personale, dotato di una peculiare visione del mondo, affermato in patria come all’estero, maestro di pittura sacra e di icone, insegnante e organizzatore di numerosi progetti artistici. Il suo lavoro si concentra sulla storia e la cultura russe, sulle immagini dell’antica mitologia slava, il folclore, lo stile tradizionale della vita domestica ortodossa. Le sue passioni artistiche sono innumerevoli: egli si interessa di storia, colleziona abiti popolari e materiali sul Settentrione russo. La sua creazione è strettamente legata agli esiti dello stile storico-spirituale russo dell’inizio del XX secolo, in particolare ai nomi di V.M. Vasnecòv, M.A. Vrúbel’, I.E. Grabàr’, M.V. Nèsterov, che andarono alla ricerca della Russia più autentica nelle persone, negli stili di vita, nelle fiabe e nelle leggende del Settentrione russo. La pittura di colorito nazionale rappresenta per Ivàn Glazunòv l’opportunità di vivere con continuità nella tradizione. Nei suoi lavori trova riflesso la grande storia millenaria della cultura russa. Le sue tele magistralmente eseguite emanano l’atmosfera e lo spirito dell’antico. E proprio il Settentrione russo è divenuto la principale fonte di ispirazione dell’artista. Egli lo ha scoperto durante gli anni di studio, lo ha dipinto dal vero e gli è rimasto fedele per sempre. “Ci sono al mondo luoghi che esercitano un fascino particolare sull’anima di un uomo. Nel mio caso, si tratta del Settentrione russo. La natura del nord, il paesaggio, alcuni indimenticabili incontri mi aiutano a percepire e comprendere il significato delle tragiche contraddizioni della nostra vita. Proprio in questi luoghi si è accentuato il desiderio di comprendere la storia della mia Patria” – afferma Ivàn Glazunòv. Lì, ancora oggi, si è conservato un ambiente incontaminato, in alcuni luoghi remoti il tempo pare essersi fermato e gli oscuri, silenziosi boschi nordici celano una sorta di segreto mai rivelato. Lì, si ha l’impressione di poter incontrare creature fiabesche, simili a Sírin e Alkonòst.

Non a caso, appunto il paesaggio è uno dei generi prediletti dell’artista, che visita spesso la regione di Vòlogda e dipinge vedute della Dvinà settentrionale nei dintorni di Velíkij Ústjug, villaggi sparsi sulle rive della Súchona e antichi templi del Settentrione russo. Egli percepisce con grande sensibilità tutti i giochi cromatici e le nuance del cielo e dell’aria del nord, che permeano ogni cosa attorno. Il dolce digradare dell’azzurro, del blu e del grigio nelle sue tele la fa da padrone, trasmettendo tutta la grazia delle variazioni appena percepibili della natura settentrionale, che solo un vero artista è in grado di cogliere. Anche nel ritratto, altro genere prediletto, la poesia del Settentrione russo traspare, sia pure in maniera diversa. In quanto artista e, nello stesso tempo, collezionista di oggetti artistici popolari, Ivàn Glazunòv ha creato un genere originale: il ritratto di donna in costume nazionale. Il maestro ha eseguito un’intera serie di questi ritratti, nei quali le protagoniste vengono raffigurate in abiti, conservati per secoli in bauli contadini, che stupiscono per i colori intensi, le cuciture dorate o madreperlacee, il taglio squisito. E in ognuno di essi l’artista si compenetra non solo dell’armonica bellezza del costume russo, ma anche del fascino della donna russa, che custodisce in sé una sorta di segreto. Ivàn Glazunòv dipinge con tenerezza la moglie e le figlie nel “Ritratto di famiglia”. Le bambine a loro volta indossano antichi costumi russi, nei quali si trovano talmente a proprio agio che ogni traccia di affettazione è bandita, e ci si trova davanti nient’altro che a una scena di armoniosa vita domestica. I paesaggi del Settentrione russo, il “Ritratto di famiglia”, “Procopio di Ústjug”, il famoso quadro “Crucifige!” nella cattedrale di Cristo Redentore a Mosca – sono solo alcuni tra i lavori in cui l’artista afferma che la tradizione aiuta a conservare il passato e a creare il presente e il futuro. In essi, egli riflette sulla memoria storica del popolo e sulle sue radici nazionali, sul retaggio spirituale del passato e sull’ininterrotta continuità delle epoche. L’eternità, nella sua ipostasi religiosa, assieme alla storia rappresenta l’elemento fondamentale che definisce le aspirazioni spirituali e artistiche di Ivàn Glazunòv. Ai nostri giorni, quando tutt’intorno imperversano le passioni dell’arte “contemporanea”, è davvero difficile dipingere in modo che la storia trovi riscontro nel cuore dei contemporanei, senza che il quadro appaia una mera riproduzione storiografica. Ma Ivàn Glazunòv ne è capace. La vera cultura non esiste al di fuori della spiritualità, ed egli apporta un importante contributo alla causa dei valori ortodossi. Riesce a far convivere la pittura col lavoro sugli affreschi per i templi ortodossi nuovi e restaurati. Nel corso di una delle sue spedizioni nel Settentrione russo, tra i boschi della regione di Archàngel’sk, Ivàn Glazunòv si è imbattuto in una chiesa abbandonata, vero capolavoro dell’architettura lignea russa, restituendola alla scienza e alla storia dell’arte. Per sua stessa iniziativa, la chiesa è stata trasferita a Mosca dove, dopo il restauro, rappresenta l’architettura russa settentrionale nel museo di Kolòmenskoe. Nel 2007, per il grande apporto alla cultura russa e alla salvaguardia dei monumenti religiosi, Ivàn Glazunòv è stato insignito del premio nazionale “Uomo dell’anno”.

Ivàn Glazunòv possiede un profondo sentimento della necessità di conservare e fissare il grande dono della vita, senza contaminarlo con alcunché di casuale o superficiale. Il progetto “Salva e proteggi” mette insieme tutto quanto gli è d’ispirazione, tutto ciò che ama. Il titolo della mostra – “Salva e proteggi, salvare e proteggere, salvarsi e proteggersi” – esemplifica la sua posizione civile e artistica, poiché egli è quanto mai preoccupato dal processo negativo di cancellazione delle tradizioni artistiche nazionali nella società contemporanea, e si batte attivamente per la salvaguardia e lo sviluppo dei secolari principi e conseguimenti della scuola realistica dell’arte figurativa russa. L’artista si è posto un compito oltremodo complesso, ma al giorno d’oggi necessario: salvare e proteggere le tradizioni della cultura artistica russa, per ciò stesso chiamando i contemporanei a scegliere il proprio, retto cammino nella vita. Per questo Ivàn Glazunòv, che lotta per lo sviluppo dei fondamenti morali e delle qualità professionali dell’arte realistica, ha scelto di rivolgersi al suo pubblico con l’appello: “Salvare e proteggere. Salvarsi e proteggersi”.